mercoledì 15 luglio 2009
L'Africa in città
oè ragà... L'Africa in città - edizioni Terre di Mezzo uscito a marzo è già in ristampa...
martedì 14 luglio 2009
Antonio Possenti
Ho scoperto da un po' Antonio Possenti, pittore di Lucca, se non erro.
Le tele di Possenti sono piene di particolari, piene di livelli di lettura che si sovrappongono si incastrano, ritornano e scappano. Come su un pentagramma.
E mi piacciono i faccioni rossi dei suoi piccoli omini ubriachi. Le cosce scoperte delle tenere donzelle che corrono sopra al mare.
Le conchiglie che cantano accanto alla sabbia. Uccellini preistorici dolci e con occhi languidi.
Le valigie dei sogni. Mille valigie dei sogni che circondano lo stanco viaggiatore che si riposa sulla sabbia.
Una tranquillità domestica che riesce a ricreare in ogni filo delle sue tele.
Le tele di Possenti sono piene di particolari, piene di livelli di lettura che si sovrappongono si incastrano, ritornano e scappano. Come su un pentagramma.
E mi piacciono i faccioni rossi dei suoi piccoli omini ubriachi. Le cosce scoperte delle tenere donzelle che corrono sopra al mare.
Le conchiglie che cantano accanto alla sabbia. Uccellini preistorici dolci e con occhi languidi.
Le valigie dei sogni. Mille valigie dei sogni che circondano lo stanco viaggiatore che si riposa sulla sabbia.
Una tranquillità domestica che riesce a ricreare in ogni filo delle sue tele.
domenica 12 luglio 2009
Upside of Anger
[...]L'esempio migliore di come ti può trasformare la rabbia è mia madre.
Era la persona più simpatica che io avessi mai conosciuto.
La donna più dolce che chiunque avesse mai conosciuto.
Poi le cose sono cambiate, e lei è cambiata.
È diventata una donna arrabbiata, profondamente arrabbiata.
La rabbia l'ha fatta diventare una donna triste e amareggiata.
Se non fosse mia madre la prenderei a schiaffi.
Si, la guarderei negli occhi e le direi tutto quello che penso.
E poi fuggirei il più lontano possibile.
[...]La rabbia e il rancore ti possono sbarrare la strada.
Adesso l'ho capito.
Bruciano l'aria che respiri, la vita, ti divorano, ti soffocano.
Ma la rabbia è reale, e persino quando non lo è ti può cambiare.
Ti modella, ti trasforma in quello che non sei.
L'unico aspetto positivo è la persona che diventerai dopo.
Se tutto va bene, un giorno ci si sveglia e si scopre di non aver paura di affrontare il viaggio.
La verità è, nella migliore delle ipotesi, una storia raccontata a metà.
E la rabbia, come la crescita, arriva a scatti, e a strappi, e al risveglio offre un nuovo giorno alla comprensione, e una promessa di quiete.
Ma che posso saperne io?
Io sono solo una ragazzina.
da Upside of Anger regia di Mike Binder
Era la persona più simpatica che io avessi mai conosciuto.
La donna più dolce che chiunque avesse mai conosciuto.
Poi le cose sono cambiate, e lei è cambiata.
È diventata una donna arrabbiata, profondamente arrabbiata.
La rabbia l'ha fatta diventare una donna triste e amareggiata.
Se non fosse mia madre la prenderei a schiaffi.
Si, la guarderei negli occhi e le direi tutto quello che penso.
E poi fuggirei il più lontano possibile.
[...]La rabbia e il rancore ti possono sbarrare la strada.
Adesso l'ho capito.
Bruciano l'aria che respiri, la vita, ti divorano, ti soffocano.
Ma la rabbia è reale, e persino quando non lo è ti può cambiare.
Ti modella, ti trasforma in quello che non sei.
L'unico aspetto positivo è la persona che diventerai dopo.
Se tutto va bene, un giorno ci si sveglia e si scopre di non aver paura di affrontare il viaggio.
La verità è, nella migliore delle ipotesi, una storia raccontata a metà.
E la rabbia, come la crescita, arriva a scatti, e a strappi, e al risveglio offre un nuovo giorno alla comprensione, e una promessa di quiete.
Ma che posso saperne io?
Io sono solo una ragazzina.
da Upside of Anger regia di Mike Binder
venerdì 10 luglio 2009
La tigre liquida
mercoledì 8 luglio 2009
Divertissement

SPAZIO PAPEL
Via Savona 12 - Milano
+39 0289429293
papel@spaziopapel.net
www.spaziopapel.net
vernissage: 16 luglio 2009. ore 19.00
orario: da lunedì a sabato ore 11 - 20
E’ tempo d’estate, di leggerezza
e... di divertimento
Chiara Dattola gioca con le carte e coi colori, con le fiabe e i burattini, offrendoci la più spensierata delle mostre con 20 reinterpretazioni e divagazioni su Pinocchio, Pippi Calzelunghe, Lolita e altri personaggi della letteratura, scritta e disegnata, talvolta ambigui e non ancora compiutamente esplorati
Eduardo Simone
domenica 5 luglio 2009
L'omologazione
Osservo la città.
Mi guardo intorno. La gente passa e ci si sfiora. E' così semplice cominciare a parlottare, ma nessuno lo fa.
Ultimamente poi io ne ho una gran voglia. Voglio ridere voglio scherzare voglio gioire anche con chi non conosco.
Quello che mi manca è la festa.
Ultimamente ho smosso un ricordo lontano: la gita a genova della prima superiore. Il cielo plumbeo prima della tempesta, mare che sbatacchiava sugli scogli io e la Carmen sedute e la Carmen prova a fumare ti vedo con una sigaretta in bocca e io non mi piace l'odore nè puzzare come un posacenere. Da quando sono piccola osservo intorno a me e molto mi rimane appiccicato addosso. E c'era un'immagine legata a quella gita. Un ragazzo prendeva secchiate di mare. Doveva riempire l'acquario del ristorante nel quale lavorava.
IL vento era forte poi aveva smesso ed era uscito il sole e piano piano ci siamo incamminati verso il nostro trenino.
Vedevo Corrado e Andrea salire e fare gli sciocchi che ci facevano sempre un sacco ridere a Betta e me e in quel momento un po' ho riso.
Poi per la prima volta mi sono detta che non potevo "tentare" di aver bisogno delle stesse cose di cui hanno bisogno gli altri.
Non sarei mai stata uguale agli altri.
Non so spiegare la sensazione che ho provato perchè le parole rendono banale il sentire.
Ma tutto d'un tratto mi è arrivata addosso la consapevolezza della mia forza e insieme dell'idea che sarei stata parecchio da sola.
Da quel giorno però mi sono persa nei miei sogni nei miei disegni nei miei segni ed è stato come gli eroi di Omero, come un Ulisse.
La tremenda e vera consapevolezza che sarei bastata a me stessa.
Perchè ero nata così.
E a sprazzi l'ho riprovata.
Non parlo di necessità di vivere in eremitaggio.
Parlo dell'idea propria del percorso.
Mangiare la propria pelle, bere il proprio sangue giorno dopo giorno.
E poi capita la frustrazione che placa questa onnipotenza. La frutrazione della certezza di non omologazione.
E della voglia stessa di omologarsi.
Lo dico senza presunzione, non sono nè meglio nè peggio di tanti altri.
Sono solo io.
Ma a volte è proprio tanto. Troppo.
Però così è se vi pare.
Mi guardo intorno. La gente passa e ci si sfiora. E' così semplice cominciare a parlottare, ma nessuno lo fa.
Ultimamente poi io ne ho una gran voglia. Voglio ridere voglio scherzare voglio gioire anche con chi non conosco.
Quello che mi manca è la festa.
Ultimamente ho smosso un ricordo lontano: la gita a genova della prima superiore. Il cielo plumbeo prima della tempesta, mare che sbatacchiava sugli scogli io e la Carmen sedute e la Carmen prova a fumare ti vedo con una sigaretta in bocca e io non mi piace l'odore nè puzzare come un posacenere. Da quando sono piccola osservo intorno a me e molto mi rimane appiccicato addosso. E c'era un'immagine legata a quella gita. Un ragazzo prendeva secchiate di mare. Doveva riempire l'acquario del ristorante nel quale lavorava.
IL vento era forte poi aveva smesso ed era uscito il sole e piano piano ci siamo incamminati verso il nostro trenino.
Vedevo Corrado e Andrea salire e fare gli sciocchi che ci facevano sempre un sacco ridere a Betta e me e in quel momento un po' ho riso.
Poi per la prima volta mi sono detta che non potevo "tentare" di aver bisogno delle stesse cose di cui hanno bisogno gli altri.
Non sarei mai stata uguale agli altri.
Non so spiegare la sensazione che ho provato perchè le parole rendono banale il sentire.
Ma tutto d'un tratto mi è arrivata addosso la consapevolezza della mia forza e insieme dell'idea che sarei stata parecchio da sola.
Da quel giorno però mi sono persa nei miei sogni nei miei disegni nei miei segni ed è stato come gli eroi di Omero, come un Ulisse.
La tremenda e vera consapevolezza che sarei bastata a me stessa.
Perchè ero nata così.
E a sprazzi l'ho riprovata.
Non parlo di necessità di vivere in eremitaggio.
Parlo dell'idea propria del percorso.
Mangiare la propria pelle, bere il proprio sangue giorno dopo giorno.
E poi capita la frustrazione che placa questa onnipotenza. La frutrazione della certezza di non omologazione.
E della voglia stessa di omologarsi.
Lo dico senza presunzione, non sono nè meglio nè peggio di tanti altri.
Sono solo io.
Ma a volte è proprio tanto. Troppo.
Però così è se vi pare.
domenica 28 giugno 2009
All I want is right here
Ultimamente il dente mi fa male... manco dal blogo da un pochino.
Ho la coscienza, ho sempre la coscienza della mia situazione mentale emotiva. e' come sai l'occhio che su internet ti fa vedere qualsiasi strada del mondo anche se sei lontano milioni di miglia.
Provo molta invidia per il divertimento sfrenato, ma poi mi accorgo che torno sovente a quello che sono. Stabilisco le mie priorità naturalmente.
e a volte mi accorgo che come dice A. devo far meno domande e pensare a carte e forbici.
Baci da Varese
Ho la coscienza, ho sempre la coscienza della mia situazione mentale emotiva. e' come sai l'occhio che su internet ti fa vedere qualsiasi strada del mondo anche se sei lontano milioni di miglia.
Provo molta invidia per il divertimento sfrenato, ma poi mi accorgo che torno sovente a quello che sono. Stabilisco le mie priorità naturalmente.
e a volte mi accorgo che come dice A. devo far meno domande e pensare a carte e forbici.
Baci da Varese
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